Piketty @ NewSchool

Thomas Piketty presented his best-selling Capital in the 21st century at the New School in New York.
Piketty@NSSR
Piktty presented his main results on reconstructing income and wealth distribution in several developed countries. He chose to avoid some controversial issues – given the place where he was discussing – and on the contrary he mentioned several times that the mainstream explanation of wage divergences, based on skill premia and marginal productivity, is inadequate to take into account wealth and income concentration in the last thirty years.

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Piketty stressed two arguments, that I found convincing. The first one is based on the fact that reliable statistics on income distribution became available when governments introduced an income tax, and therefore started to collect income information systematically. A tax on financial wealth would have a similar effect, forcing government to obtain personal information on assets and debts from the financial sector, which would provide detailed statistical information which are greatly needed.
The second issue is related to wether income and wealth concentration is compatible with democracy. Piketty hinted that very high marginal tax rates, introduced first in the United States and later in European countries, were at the time – in the ’70s – perceived as a requisite for avoiding the risk of democracies evolving into plutocracies.
ShaikhVsPiketty
Anwar Shaikh disappointed those who expected him to challenge Piketty on the concept and measurement of “capital”. Quite appropriately, he chose instead to discuss how his own result on income and wage distribution can provide a theoretical background to Piketty’s data. He also stressed the usefulness of Piketty’s choice to make
his data set available.

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Last update on Greek GDP

ElStat, the Greek statistical institute, has recently published a flash estimate for GDP in the second quarter of 2014. In current euro prices, GDP keeps falling by 2.5% against the same quarter of 2013. We already know many will claim this as a success of the austerity plans, since the fall is now slower than in previous quarters… but output is still falling.
It is also interesting to note that the flash estimate has also revised GDP in the first quarter of 2014, lowering it by 1% against the previous GDP estimate (see chart). The revision is larger on the current price GDP, against constant price GDP, which implies that the new estimate of the fall in prices is larger than it was.
Greece_GDP2014q2
Our last analysis of the Greek economy is available here

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Austerità e migrazione in Grecia

Greece. Population
Il grafico sopra documenta un’altra conseguenza di rilievo della recessione in Grecia.

L’Istat greco (ElStat) ha pubblicato di recente i nuovi dati trimestrali sulle forze di lavoro, che includono una stima della popolazione in età  da 15 anni in su (Table 1). La stessa serie pubblicata in precedenza mostrava un trend crescente stabile (riportato in verde nel grafico), mentre la nuova stima ha un picco a 9,437 milioni alla fine del 2008, e poi inizia a diminuire, raggiungendo 9.296 milioni nel primo trimestre di quest’anno: in altri termini, la popolazione dai 15 anni in su è tornata al livello del 2004 (Il motivo della differenza tra le due serie è l’utilizzo nella nuova stima dei risultati dell’ultio censimento. Per i dettagli si veda il sito web di Elstat).

Dato che ElStat non pubblica dati aggiornati sulla migrazione netta, possiamo assumere che questa si possa ottenere dalla distanza nel trend pre-crisi e i valori attuali. Calcolando un semplice trend lineare sui dati dal 2001 al 2008, il valore proiettato del trend ad oggi implica una popolazione di 9.686 milioni. La differenza tra questo valore e la popolazione stimata da ElStat nel primo trimestre 2014 è quindi di circa 390.000 persone.
Greece_pop_by_age_groups
ElStat pubblica anche il dettaglio della popolazione per gruppi di età  (Table 2), riportato nel secondo grafico qui sopra. Il grafico mostra che i giovani greci diminuiscono nel tempo – un trend comune a molti Paesi sviluppati che riducono il numero di figli per famiglia – mentre il numero di “anziani” aumenta stabilmente – e anche questo è un trend comune a molti Paesi che registrano un aumento nell’aspettativa di vita.
Sommando i gruppi 15-29 anni ai gruppi di 45 anni e oltre, troviamo che il declino nella popolazione giovane si è accelerato dopo il 2007, compensando l’aumento nel numero della popolazione di 45 anni e oltre, e quindi la forma a U rovesciata nel nostro primo grafico dipende fondamentalmente dal declino nella popolazione in età  da 30 a 44 anni, che sono ora 2,442 milioni rispetto ad un picco di 2,544 milioni alla fine del 2008.

Non abbiamo informazioni complete per sapere se questo declino dipende dalla emigrazione di greci all’estero, o da un minor numero di immigranti. Tuttavia, un database OECD contiene alcune statistiche sui migranti per Paese, da cui possiamo ricavare dei dati sulla Grecia (anche se incompleti, perché alcuni Paesi come Italia e Francia non sembrano comunicare i dati all’OECD)
Come mostra il grafico che segue, e come ci si poteva aspettare dai rispettivi tassi di disoccupazione, la principale destinazione dei migranti greci è la Germania, e il numero dei migranti in questo Paese è quasi raddoppiato dal 2010 al 2011 (ultimo anno per cui sono disponibili dati).
Greece_migrants
L’altra faccia della medaglia nel calo della popolazione è data dagli immigrati in Grecia, che sono diminuiti da 65.300 del 2005 a 33.300 nel 2010 e 23.200 nel 2011.

C’è da aspettarsi che l’emigrazione dei Greci, e il declino della immigrazione in Grecia, siano continuate dal 2012 ad oggi, dato il tasso di disoccupazione nel Paese (ancora al 26,8% a Marzo 2014). Nel gergo degli economisti, è un’altra perdita di “capitale umano” per la Grecia che complica le prospettive di ripresa.
E in aggiunta, la bilancia dei pagamenti non mostra ancora entrate connesse all’emigrazione (le c.d. “rimesse”), e anzi sia le entrate per redditi da lavoro da Greci all’estero, sia i trasferimenti correnti dall’estero al settore privato sono diminuiti dall’inizio della crisi.

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