su Il Sole 24ore

In #eurodibattito il Sole 24 ore ha pubblicato un mio intervento scritto con gli amici Massimo Amato e Luca Fantacci.
Il titolo da noi proposto in origine era “L’Euro è morto, viva l’Euro!”
Il punto centrale del contributo non è la moneta fiscale, ma la necessità di riconoscere che (1) l’architettura dell’eurozona va cambiata, se si vuole evitare una deflagrazione (e la moneta fiscale è un possibile passaggio intermedio), e (2) senza politiche che facilitino aumenti nel reddito dei debitori, la bancarotta è inevitabile, e soluzioni che la evitano dovrebbero essere gradite anche ai creditori.

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Sul bilancio pubblico

Il bilancio pubblico tra Costituzione e Trattati europei: quali priorità?

Venerdì 12 Maggio 2017, ore 11.00
Dipartimento di Economia e Giurisprudenza
Via S.Angelo Loc. Folcara
Aula 1.09

Ne discutono:

    Vincenzo BaldiniUniversità di Cassino e del Lazio Meridionale
    Pasquale De SenaUniversità Cattolica Milano
    Gennaro ZezzaUniversità di Cassino e del Lazio Meridionale
    Marcello DegniScuola Nazionale dell’Amministrazione

Interventi previsti

    Francesco FerranteUniversità di Cassino e del Lazio Meridionale

Il bilancio è un bene pubblico - copertina

Verrà presentato il volume “Il bilancio è un bene pubblico” di Marcello Degni e Paolo De Ioanna, Castelvecchi, 2017

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Il “declino” italiano

Aggiorno un mio post precedente sul “declino italiano”, che molti commentatori riferiscono al calo della produttività, come nel grafico che segue.

Il grafico riporta un indice del valore aggiunto a prezzi costanti per addetto per l’Italia, la Francia e la Germania. E’ evidente il declino relativo nella produttività complessiva.

Ma il concetto di “produttività” è complesso, perché immagino che evochi soprattutto l’intensità dello sforzo del lavoratore, e in questo caso il grafico sopra verrebbe commentato come “vedi gli italiani, non vogliono lavorare, a differenza dei tedeschi e dei francesi”.

Ma la produttività così misurata dipende solo in piccola parte dallo sforzo dei singoli lavoratori. Gran parte dipende dalla composizione settoriale della produzione: nei settori che innovano (in particolare nel manifatturiero), la quantità di prodotto aumenta, a parità di ore lavorate, mentre in altri settori – come i servizi – la misurazione della produzione è più difficile, e più difficile misurare gli effetti dell’innovazione.

Nel grafico che segue riportiamo gli indici di produttività per il manifatturiero.

Confrontando i dati per il solo settore manifatturiero, il declino nella produttività italiana rispetto alla Germania sparisce. Toh! I nostri lavoratori sono efficienti quanto i tedeschi (ma meno dei francesi)?

Il calo del peso del settore manifatturiero in Italia, e lo speculare aumento del peso dei settori a bassa produttività, deve quindi spiegare gran parte del “declino” di cui al primo grafico

E per questa parte, le cause del “declino” vanno quindi individuate in quelle che hanno generato, per Italia e Francia, una riduzione nel peso dell’industria manifatturiera, a fronte di una sostanziale stabilità per la Germania.

Aggiunta del 22 aprile: Il Sole 24 ore pubblica oggi un contributo di Cochrane, e questo mio post mi sembra ancora più tempestivo…

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