Il PIL in Grecia

Non so che pensare dei conti nazionali della Grecia. Sembra che ad ogni nuova pubblicazione, il PIL venga rivisto verso il basso. Nel grafico riporto gli ultimi dati, che si potrebbero leggere come “le cose vanno peggio di quel che pensassimo” ma anche “nel 2008 le cose andavano meglio di quel che pensassimo”.
Data la rilevanza politica dei dati sul PIL nell’attuale casino della zona euro, c’è da riflettere.

Il PIL reale nel terzo trimestre del 2012 è minore del 7.2% rispetto allo stesso trimestre del 2011.
ElStat non fornisce ancora altri dettagli, ma con un miglioramento dei conti con l’estero dovuto solo al crollo delle importazioni (con buona pace di chi pensa che uscendo dall’euro le importazioni diventeranno troppo care), il crollo del PIL non può che essere il risultato delle misure di austerità .

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4 pensieri su “Il PIL in Grecia

  1. Monscolombo

    Volevo ringraziarla per il suo intervento all’incontro di Pescara.
    Auguri per la nuova arrivata.
    Un saluto

  2. AleRighi

    Salve prof, la ringrazio per la sua opera divulgativa.
    Riguardo la Grecia e gli ultimi dati che ci ha fornito, doveva sentire le parole odierne di Monti: la cultura della stabilità nei conti greci non ci sarebbe stata senza l’europa. Probabilmente nemmeno la gente che muore perché non ha soldi per curarsi e i bambini denutriti. Ma questo i giornalisti non glielo possono dire, anche se credo ne sia consapevole.

  3. Chicco

    Grazie di cuore per la cortesia e la disponibilita’ che ha dimostrato nei nostri confronti durante l’incontro di Pescara. Spero che ci saranno altre occasioni per poterla incontrare in futuro. Il suo intervento e’ stato prezioso.

    Con i migliori saluti

    Chicco

  4. gennaro Autore articolo

    @AleRighi, non ho sentito Monti, ma il dramma dell’austerity è proprio questo: trasformare il pareggio di bilancio – o la stabilità dei conti – in un valore da perseguire, anche se ciò implica ridurre in miseria una fetta crescente della popolazione

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